FURLAN "Bisogna aver rispetto dei lavoratori e delle comunità" - Ex Ilva: lunedì 11 nuovo incontro Governo-ArcelorMittal

Pubblicato Sabato, 09 Novembre 2019 13:08

Il presidente del Consiglio rivedrà i vertici della multinazionale per provare a trovare una soluzione sulla vicenda dello stabilimento pugliese. Il numero uno di Confindustria Vincenzo Boccia: «Chiedere a imprese di mantenere l’occupazione con le crisi congiunturali è un errore madornale. Se la questione dello scudo è vera, lo rimettano quanto prima»

Già ieri Conte era stato a Taranto in fabbrica per sentire le "varie voci" quella dei lavoratori, quella della città, delle famiglie.

Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, è intervenuto sulla vicenda: «Se pretendiamo che nonostante le crisi congiunturali le imprese debbano mantenere i livelli di occupazione, quindi finanziare disoccupazione e non mantenere le imprese, facciamo un errore madornale». E poi sul nodo dello scudo penale. «Se la questione è vera, lo rimettano quanto prima».

Ilva TarantoAnche il Presidente Mattarella ha avuto un colloquio con il Premier Conte sulla vicenda Ilva. Matarella ha espresso la sua preoccupazione per tutte le vicende di "crsisi" che stanno investendo il paese.Il Capo dello Stato ha chiesto al governo di adoperarsi per trovare rapide soluzioni, visto che, come sottolineato a più riprese, l'occupazione rappresenta uno dei problemi più rilevanti per il Paese.

Nei giorni scorsi anche i Segretari generali delle Confederazioni CGIL, CISL e UIL erano stati a confronto con il Premier

FURLAN:Bisogna avere rispetto per i lavoratori e per quelle comunità dove ci sono gli stabilimenti della ex Ilva. In questa vicenda sono in gioco non solo il futuro della produzione di acciaio nel nostro paese, ma anche investimenti importanti per la tutela dell'ambiente, della sicurezza e della salute dei cittadini". Lo sottolinea la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. "Lo sciopero dei lavoratori della ex Ilva è stato oggi un segnale forte, chiaro, unitario che non può essere ignorato da Arcelor Mittal ed anche dal Governo: non si può abbandonare il sito industriale a meno di un anno dalla firma dell’accordo che rilanciava la capacità produttiva, la difesa dell’occupazione e soprattutto gli investimenti per l’ambientalizzazione e la messa in sicurezza degli impianti. Sarebbe una vera catastrafofe nazionale. Un sconfitta grave per tutti. È evidente che l'atteggiamento di Arcelor Mittal è del tutto inaccettabile, irresponsabile, quasi un ricatto. Ma l'unica strada è quella di ritornare al tavolo di confronto, far prevalere la responsabilità nella ricerca di una soluzione finalizzata a scongiurare i cinquemila esuberi e la chiusura degli impianti. La via legale sarebbe troppo lunga, farraginosa ed alla fine ci ritroveremmo solo la fabbrica chiusa. Dobbiamo invece privilegiare un percorso che mantenga in vita il sito e la produzione di acciaio così fondamentale per tutto il sistema produttivo nazionale. Proprio per questo il Governo deve sgombrare subito il campo dalla questione dello scudo penale. Il decreto legge è la strada più breve per togliere definitivamente dal tavolo quella questione che ha animato per tanto tempo il dibattito politico. Questo anche per impedire speculazioni da parte di Arcelor ed anche nella eventualità che altri soggetti si ritrovino nelle stesse condizioni. La certezza delle regole è una condizione imprescindibile per l’attuazione degli investimenti, soprattutto da soggetti internazionali. Non esiste oggi un piano B. Chi parla di altre soluzioni fa solo propaganda. La scelta, adesso, è tra salvare lo stabilimento ed il baratro. Speriamo che la dirigenza di Arcelor Mittal abbia un sussulto di responsabilità di fronte all'appello di migliaia di lavoratori e cittadini di Taranto e degli altri siti industriali".

"L'Ilva non diventi una seconda Bagnoli, non diventi quello che abbiamo vissuto drammaticamente in quell'ex sito industriale". Così la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan ospite stamani di Coffee Break su La7 intervenendo sulla complessa vicenda dello stabilimento Ilva di Taranto dopo l'addio, a seguito del venir meno dell'immunità penale sul piano ambientale, da parte di Arcelor Mittal, il colosso industriale mondiale, operante nel settore dell'acciaio, nato dalla fusione di due tra le più grandi aziende del settore, la Arcelor e la Mittal Steel Company, avvenuta nel 2006, .

FIM CISL LOMBARDIA “La crisi a seguito del ritiro di Arcelor Mittal dal perfezionamento dell’acquisto dell’Ilva rischia di travolgere l’industria metalmeccanica lombarda, già affaticata dal calo del mercato dell’auto e alla frenata della Germania. Colpire l’industria siderurgica ex Ilva equivale a danneggiare a cascata tutta la filiera, perché renderà complicato l’approvvigionamento di acciaio e costringerà le nostre imprese a rifornirsi dall’estero, con gravi contraccolpi in termini di posti di lavoro anche nel settore metalmeccanico lombardo. La vertenza è una battaglia anche dei metalmeccanici di questa Regione”. Così Andrea Donegà, segretario generale Fim Cisl Lombardia.

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